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Fratelli,
ci siamo spesso domandati se la Liberamuratoria, definita come
"Sistema di morale velato da allegorie ed illustrato da simboli",
rappresenti un fenomeno associativo tra i tanti, se non sia semplicemente
un'ortoprassi, cioè un codice di comportamento etico-morale,
o se invece possa definirsi a tutti gli effetti come "Società
Iniziatica".
Quando parliamo di Liberamuratoria ci riferiamo naturalmente alla
sua rappresentazione ideale e non alle singole realtà storiche
che, come detto più volte, presentano ciascuna differenti
peculiarità.
La Liberamuratoria della quale vogliamo parlare è quella
"realtà ideale" alla quale ciascuno di noi intendeva
essere iniziato. Un'idea calata nella forma della realtà
che non perdesse, con ciò, la dimensione superiore del
sogno, e che pertanto rimanesse svincolata dai problemi mondani,
dallo stretto quotidiano, da quel vicolo cieco nel quale confiniamo
troppo spesso la nostra vita perdendoci nelle chiacchiere del
momento.
Aspiravamo probabilmente ad una Liberamuratoria che trascendesse
tutto ciò e si collocasse al livello della nostra anima.
Quante volte abbiamo invece visto scadere nella più angusta
realtà il nostro ideale liberomuratorio, vedendolo rappresentato
come pseudo partito politico, club service, movimento d'opinione
su temi alla moda. Quante volte abbiamo visto il nostro ideale
ridotto ad aspirare ad un po' di visibilità sui media,
magari accanto alle ultime notizie del giorno su vallettopoli.
Non è questo che avevamo sognato!
Bisogna avere il coraggio di tornare ad affermare il nostro ideale
ed a riconoscere ed allontanare ciò che non lo rappresenta:
la Liberamuratoria è e vuole essere una società
iniziatica che nulla ha a che fare con le basse tematiche del
quotidiano quali i Dico, la riforma del sistema pensionistico,
il partito unico di destra o di sinistra e via dicendo, in quanto
"Essa", per sua natura, le supera e trascende. Incidere
nel sociale dobbiamo, ma a livelli superiori.
Noi, come Diogene, cerchiamo l'Uomo, la sua essenza immortale,
noi cerchiamo l'unità dello Spirito, non la contrapposizione
delle idee del momento. Una Società Iniziatica infatti
ricerca l'Uno non la molteplicità, l'ordine morale non
il caos dialettico, l'armonia dell'anima non il conflitto delle
menti.
Da ciò discende, nella pratica, la necessità di
porre la massima attenzione nella designazione dei Maestri Venerabili,
che dovranno essere scelti esclusivamente secondo il merito e
l'attitudine a guidare la Loggia e non secondo il triste sistema
dell'anzianità massonica o utilizzando altri fantasiosi
criteri. Noi abbiamo l'obbligo morale di anteporre l'interesse
generale a quello particolare, e dare quindi il miglior Maestro
Venerabile alla Loggia, in una corretta interpretazione dei principi
di una società iniziatica.
Per quello che riguarda la Gran Loggia Regolare d'Italia, che
ho l'onore di guidare come Gran Maestro, posso oggi affermare,
davanti ai nostri ospiti, rappresentanti delle più antiche
e blasonate Obbedienze Liberomuratorie d'Europa, che Essa ha ridotto
di molto questo scarto tra l'idea e il suo inveramento.
Ciò è stato possibile grazie all'encomiabile lavoro
svolto dai Fratelli della GLRI che in questi 6 anni indimenticabili,
come una vera "squadra", credendo nella realizzazione
di un progetto apparentemente utopico, hanno lavorato al servizio
dell'Obbedienza su progetti condivisi e sviluppati capillarmente,
Loggia per Loggia, abbandonando beghe di piccolo cabotaggio.
Nella GLRI non si parla di politica, ma si persegue l'idea del
perfezionamento dell'Uomo, attraverso la conoscenza, nell'etica
e nella estetica. Infatti, in una società iniziatica la
forma diventa simbolo, cioè rappresentazione di una verità
più profonda. Il nostro comportamento deve riflettere il
decoro del ruolo che interpretiamo e la dignità di ciò
che siamo in quanto attraverso la nostra espressione esteriore,
il nostro modo di porci e di relazionarci, noi riveliamo i movimenti
del nostro spirito, i gesti del nostro corpo tradiscono il lignaggio
del nostro animo.
Questo nuovo e più alto modo di essere e di rappresentarsi
si rifletterà positivamente ed inevitabilmente nel mondo
profano, senza bisogno di parole, di spiegazioni, di prese di
posizione. Attraverso la "Beneficenza" noi, come Istituzione,
abbiamo interagito con il mondo profano e mostrato la nostra solidarietà,
sul presupposto eschileo che l'altro non è mai assolutamente
estraneo. La beneficenza non deve limitarsi ad un asettico aiuto
economico, deve piuttosto diventare espressione di compassione.
E' beneficenza pertanto anche e soprattutto l'attenzione ed il
tempo che sappiamo dedicare al prossimo, la propensione all'ascolto
ed alla condivisione, la gentilezza dei modi ed il rispetto reciproco.
Grazie a voi, alla vostra fiducia, alla vostra collaborazione,
ho potuto proporre in Italia una nuova Liberamuratoria ideale
e tradizionale. Anche per il futuro mi aspetto da voi tutti l'entusiasmo,
la forza, la partecipazione e la condivisione di questo ardito
progetto. Fratelli, posso dire di conoscere personalmente ciascuno
di voi e non penso di illudermi se dico di vedere in voi enormi
potenzialità che, se convogliate nella giusta direzione,
se condivise, potranno portare alla realizzazione della nostra
idea di Liberamuratoria, oltre ogni più ambiziosa previsione.
Un ringraziamento particolare al Gran Segretario che con lavoro
paziente e certosino ha svolto il suo compito con ottimi risultati,
la sua figura è oggi per me fondamentale ed insostituibile;
alla Commissione Finanze che ha sempre vigilato ed attentamente
amministrato le risorse della Gran Loggia;
al Consiglio delle Proposte Generali che con me ha valutato e
condiviso tutte le decisioni e le importanti questioni da sottoporre
all'approvazione di questa assemblea, in un'atmosfera di dialogo,
scambio e rispetto reciproco, pur nella divergenza di opinioni
che a volte ha caratterizzato le nostre discussioni.
Un ringraziamento ai Gran Rappresentanti che hanno degnamente
rappresentato il nome e lo stile della GLRI all'estero;
ai Gran Maestri Regionali che finalmente hanno interpretato questo
difficile ruolo non con autorità ma con autorevolezza,
alla maniera del "buon padre di famiglia", ponendosi
come punti di riferimento per tutti i Fratelli della Regione,
sia nella vita massonica che in quella privata.
Oggi non si festeggia soltanto l'elezione di un Gran Maestro,
oggi si celebra l'inveramento di un'idea ad opera delle singole
Logge, vera anima dell'Obbedienza. Voglio personalmente ringraziare
ciascuna Loggia e ciascun Maestro Venerabile, per il lavoro svolto
e per essere la linfa vitale dell'Ordine.
Concludo ricordando che queste Logge hanno prodotto un notevole
numero di lavori di ricerca di discreto livello che purtroppo
non possono trovare spazio sulla nostra rivista che già
racchiude gli atti delle Logge di ricerca e gli scritti di Fratelli
stranieri con i quali abbiamo l'onore ed il piacere di collaborare.
Pertanto ritengo che sia arrivato il momento di concepire un'altra
pubblicazione che raccolga i lavori più meritevoli dei
fratelli delle varie Logge, soprattutto dei Maestri Venerabili,
a beneficio di tutti coloro che vorranno attingere a questo sapere.
Sarà inoltre un modo per celebrare ed incoraggiare l'impegno
di ciascuno di voi a partecipare, secondo il proprio talento,
al sogno di elevare sempre più la Gran Loggia Regolare
d'Italia al rango della più nobile idea di Liberamuratoria.
Grazie
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