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Gran Loggia Regolare degli Antichi, Liberi e Accettati Muratori d'Italia
Unica Obbedienza Massonica Italiana  Riconosciuta dalla Gran Loggia Unita d'Inghilterra


 



La Regolarità in Massoneria
  • Una Gran Loggia deve essere stata legalmente costituita da una Gran Loggia debitamente riconosciuta, o da tre o più Logge regolarmente costituite.

  • Condizione essenziale per l'appartenenza alla Libera Muratoria è la credenza in Dio (a cui si riferisce l' appellativo 'Grande Architetto dell'Universo') e nella sua volontà rivelata.

  • La Bibbia ('Libro della Legge Sacra') deve essere sempre aperta nelle Logge, con sovrapposti squadra e compasso: ogni candidato assume i suoi impegni su questa (o su altro Libro Sacro aggiuntivo contenente la Rivelazione dall'Alto vincolante per la sua coscienza).

  • Il Libro della Legge Sacra è la prima Grande Luce della Libera Muratoria.

  • L'appartenenza è esclusivamente maschile; non è ammesso alcun rapporto muratorio con logge miste o corpi sedicenti massonici che ammettono donne all'interno delle loro organizzazioni.

  • La Gran Loggia deve avere autorità giurisdizionale muratoria sovrana sulle sue Logge e non può riconoscerne o ammetterne nessun'altra, comunque denominata.

  • All'interno della Loggia, e al suo esterno in qualità di Libero Muratore, è severamente proibita ogni discussione che tratti argomenti politici o religiosi di qualunque natura essi siano.

  • I principi degli Antichi Landmarks, costumi e usi dell'Arte devono essere accettati e praticati spontaneamente e nella loro interezza, rigorosamente e coerentemente. E' esclusa ogni discussione riguardo nuove o diverse interpretazioni.

L'Inveramento dell'Utopia
 
Allocuzione tenuta alla Gran Loggia del 28 Aprile 2007
dal Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia
Ill.mo e Ven.mo Fr. Fabio Venzi


Fratelli,

ci siamo spesso domandati se la Liberamuratoria, definita come "Sistema di morale velato da allegorie ed illustrato da simboli", rappresenti un fenomeno associativo tra i tanti, se non sia semplicemente un'ortoprassi, cioè un codice di comportamento etico-morale, o se invece possa definirsi a tutti gli effetti come "Società Iniziatica".
Quando parliamo di Liberamuratoria ci riferiamo naturalmente alla sua rappresentazione ideale e non alle singole realtà storiche che, come detto più volte, presentano ciascuna differenti peculiarità.
La Liberamuratoria della quale vogliamo parlare è quella "realtà ideale" alla quale ciascuno di noi intendeva essere iniziato. Un'idea calata nella forma della realtà che non perdesse, con ciò, la dimensione superiore del sogno, e che pertanto rimanesse svincolata dai problemi mondani, dallo stretto quotidiano, da quel vicolo cieco nel quale confiniamo troppo spesso la nostra vita perdendoci nelle chiacchiere del momento.
Aspiravamo probabilmente ad una Liberamuratoria che trascendesse tutto ciò e si collocasse al livello della nostra anima.
Quante volte abbiamo invece visto scadere nella più angusta realtà il nostro ideale liberomuratorio, vedendolo rappresentato come pseudo partito politico, club service, movimento d'opinione su temi alla moda. Quante volte abbiamo visto il nostro ideale ridotto ad aspirare ad un po' di visibilità sui media, magari accanto alle ultime notizie del giorno su vallettopoli.
Non è questo che avevamo sognato!
Bisogna avere il coraggio di tornare ad affermare il nostro ideale ed a riconoscere ed allontanare ciò che non lo rappresenta: la Liberamuratoria è e vuole essere una società iniziatica che nulla ha a che fare con le basse tematiche del quotidiano quali i Dico, la riforma del sistema pensionistico, il partito unico di destra o di sinistra e via dicendo, in quanto "Essa", per sua natura, le supera e trascende. Incidere nel sociale dobbiamo, ma a livelli superiori.
Noi, come Diogene, cerchiamo l'Uomo, la sua essenza immortale, noi cerchiamo l'unità dello Spirito, non la contrapposizione delle idee del momento. Una Società Iniziatica infatti ricerca l'Uno non la molteplicità, l'ordine morale non il caos dialettico, l'armonia dell'anima non il conflitto delle menti.
Da ciò discende, nella pratica, la necessità di porre la massima attenzione nella designazione dei Maestri Venerabili, che dovranno essere scelti esclusivamente secondo il merito e l'attitudine a guidare la Loggia e non secondo il triste sistema dell'anzianità massonica o utilizzando altri fantasiosi criteri. Noi abbiamo l'obbligo morale di anteporre l'interesse generale a quello particolare, e dare quindi il miglior Maestro Venerabile alla Loggia, in una corretta interpretazione dei principi di una società iniziatica.
Per quello che riguarda la Gran Loggia Regolare d'Italia, che ho l'onore di guidare come Gran Maestro, posso oggi affermare, davanti ai nostri ospiti, rappresentanti delle più antiche e blasonate Obbedienze Liberomuratorie d'Europa, che Essa ha ridotto di molto questo scarto tra l'idea e il suo inveramento.
Ciò è stato possibile grazie all'encomiabile lavoro svolto dai Fratelli della GLRI che in questi 6 anni indimenticabili, come una vera "squadra", credendo nella realizzazione di un progetto apparentemente utopico, hanno lavorato al servizio dell'Obbedienza su progetti condivisi e sviluppati capillarmente, Loggia per Loggia, abbandonando beghe di piccolo cabotaggio.
Nella GLRI non si parla di politica, ma si persegue l'idea del perfezionamento dell'Uomo, attraverso la conoscenza, nell'etica e nella estetica. Infatti, in una società iniziatica la forma diventa simbolo, cioè rappresentazione di una verità più profonda. Il nostro comportamento deve riflettere il decoro del ruolo che interpretiamo e la dignità di ciò che siamo in quanto attraverso la nostra espressione esteriore, il nostro modo di porci e di relazionarci, noi riveliamo i movimenti del nostro spirito, i gesti del nostro corpo tradiscono il lignaggio del nostro animo.
Questo nuovo e più alto modo di essere e di rappresentarsi si rifletterà positivamente ed inevitabilmente nel mondo profano, senza bisogno di parole, di spiegazioni, di prese di posizione. Attraverso la "Beneficenza" noi, come Istituzione, abbiamo interagito con il mondo profano e mostrato la nostra solidarietà, sul presupposto eschileo che l'altro non è mai assolutamente estraneo. La beneficenza non deve limitarsi ad un asettico aiuto economico, deve piuttosto diventare espressione di compassione. E' beneficenza pertanto anche e soprattutto l'attenzione ed il tempo che sappiamo dedicare al prossimo, la propensione all'ascolto ed alla condivisione, la gentilezza dei modi ed il rispetto reciproco.

Grazie a voi, alla vostra fiducia, alla vostra collaborazione, ho potuto proporre in Italia una nuova Liberamuratoria ideale e tradizionale. Anche per il futuro mi aspetto da voi tutti l'entusiasmo, la forza, la partecipazione e la condivisione di questo ardito progetto. Fratelli, posso dire di conoscere personalmente ciascuno di voi e non penso di illudermi se dico di vedere in voi enormi potenzialità che, se convogliate nella giusta direzione, se condivise, potranno portare alla realizzazione della nostra idea di Liberamuratoria, oltre ogni più ambiziosa previsione.

Un ringraziamento particolare al Gran Segretario che con lavoro paziente e certosino ha svolto il suo compito con ottimi risultati, la sua figura è oggi per me fondamentale ed insostituibile;
alla Commissione Finanze che ha sempre vigilato ed attentamente amministrato le risorse della Gran Loggia;
al Consiglio delle Proposte Generali che con me ha valutato e condiviso tutte le decisioni e le importanti questioni da sottoporre all'approvazione di questa assemblea, in un'atmosfera di dialogo, scambio e rispetto reciproco, pur nella divergenza di opinioni che a volte ha caratterizzato le nostre discussioni.
Un ringraziamento ai Gran Rappresentanti che hanno degnamente rappresentato il nome e lo stile della GLRI all'estero;
ai Gran Maestri Regionali che finalmente hanno interpretato questo difficile ruolo non con autorità ma con autorevolezza, alla maniera del "buon padre di famiglia", ponendosi come punti di riferimento per tutti i Fratelli della Regione, sia nella vita massonica che in quella privata.

Oggi non si festeggia soltanto l'elezione di un Gran Maestro, oggi si celebra l'inveramento di un'idea ad opera delle singole Logge, vera anima dell'Obbedienza. Voglio personalmente ringraziare ciascuna Loggia e ciascun Maestro Venerabile, per il lavoro svolto e per essere la linfa vitale dell'Ordine.

Concludo ricordando che queste Logge hanno prodotto un notevole numero di lavori di ricerca di discreto livello che purtroppo non possono trovare spazio sulla nostra rivista che già racchiude gli atti delle Logge di ricerca e gli scritti di Fratelli stranieri con i quali abbiamo l'onore ed il piacere di collaborare. Pertanto ritengo che sia arrivato il momento di concepire un'altra pubblicazione che raccolga i lavori più meritevoli dei fratelli delle varie Logge, soprattutto dei Maestri Venerabili, a beneficio di tutti coloro che vorranno attingere a questo sapere. Sarà inoltre un modo per celebrare ed incoraggiare l'impegno di ciascuno di voi a partecipare, secondo il proprio talento, al sogno di elevare sempre più la Gran Loggia Regolare d'Italia al rango della più nobile idea di Liberamuratoria.

Grazie

 
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Le Allocuzioni del Gran Maestro