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La Libera Muratoria necessita, oggi più che mai, di essere compresa
nella sua reale dimensione sociale e portata storica, nonché nel
suo pensiero e nei suoi valori, affinché si possa collocare come
soggetto attivo all'interno di una società post-moderna come la
nostra, con tutto il peso della sua secolare tradizione.
Il disegno che la Libera Muratoria dovrebbe pertanto perseguire
è quello di promuovere innanzitutto una visione organica ed unitaria
di se stessa, attraverso lo studio della sua storia e del suo
pensiero, evitando fraintendimenti sulle sue origini, e ancor
peggio sui suoi fini.
Solo in tal modo la Libera Muratoria potrà riappropriarsi della
propria reale identità ed aspirare a collocarsi proficuamente
nella società. Il Libero Muratore è pertanto fortemente chiamato
allo studio, alla riflessione, allo sforzo di comprensione, alla
conoscenza, lungo un percorso impegnativo dal quale non può esimersi
e dal quale l'Istituzione non può prescindere se non vuole essere
spazzata dal forte vento della modernità, che tutto semplifica
e svilisce. La Libera Muratoria non può pensare di andare incontro
alle masse rendendosi a queste "facilmente" comprensibile e dunque
adottando lo stesso semplicistico linguaggio. Pensare di rendere
moderna ed attuale la Libera Muratoria indossando ad esempio i
blue jeans e riponendo in cantina il "tetro" vestito scuro, come
qualcuno in Italia ha proposto, o pensare di renderla conoscibile
al vasto pubblico spiegando "succintamente", in qualche manciata
di secondi o poche righe, cos'è la Libera Muratoria e cosa significa
essere Liberi Muratori, è inutile e controproducente, oltre che
avvilente.
Se poi a ciò si aggiunge, con palese contraddizione, che ancora
oggi un Libero Muratore alla ricerca di una preconfezionata identità
può proclamarsi mazziniano e sposare tesi socio-politiche vecchie
quasi 200 anni, si manifesta in tutta la sua urgenza l'esigenza
di uno sforzo di analisi, studio e comprensione molto più profondo
ed articolato di quanto sin qui tentato.
Mi sono di conseguenza persuaso che la prima fase di studio, nell'ambito
di un progetto per una Libera Muratoria "moderna", che non significa
anti-tradizionale, debba essere necessariamente di tipo "sociologico",
al fine di valutare come la Libera Muratoria possa inserirsi e
collocarsi nel tessuto sociale e non essere da questo rigettata,
come spesso è accaduto.
La mia idea è quella di rappresentare la Libera Muratoria inizialmente
come uno dei tanti fenomeni "associativi" che è possibile riscontrare
nella nostra società. La Libera Muratoria infatti è a tutti gli
effetti un'associazione, con tutte le sue peculiarità "iniziatiche
ed esoteriche", ma pur sempre un'associazione.
Questo primo passo, a mio parere, ci consentirebbe di uscire dal
ghetto in cui per decenni siamo stati confinati, quello delle
"Sette", spesso a causa della disinformazione e dell' ignoranza
crassa di giornalisti e sedicenti studiosi dell'argomento. Tutto
questo è stato per anni accettato con arrendevolezza ed acquiescenza
dagli stessi massoni, colpevolmente muti davanti ad un'opinione
pubblica che è arrivata a considerarci una sorta di "bugliolo"
nel quale gettare di tutto.
Il risultato di questo approccio, pur nella sua evidente semplicità,
è andato oltre le mie più rosee aspettative. Infatti, non solo
la Libera Muratoria è stata inserita nell'importante "Rapporto
Italia 2004" dell'Istituto Studi Eurispes, che fotografa lo stato
socio-economico e politico del Paese, ma la sezione in cui è stata
inserita, quella sulla "Rappresentanza", ha un titolo decisamente
dignitoso: "Il fascino discreto della Massoneria".
Ma è soprattutto il contenuto della ricerca dell'Eurispes che
ci interessa particolarmente. Le due realtà massoniche rappresentate
nella ricerca sono soltanto la Gran Loggia Regolare d'Italia ed
il Grande Oriente d'Italia, il che fornisce già un valido aiuto
a chi volesse orientarsi in questa realtà che purtroppo, sul territorio
italiano, annovera quasi un centinaio di sedicenti Gran Logge,
e di conseguenza, sedicenti Gran Maestri.
La Gran Loggia Regolare d'Italia, come è noto, è l'unica obbedienza
massonica italiana riconosciuta dalla Gran Loggia Unita d'Inghilterra
mentre il Grande Oriente d'Italia, a cui tale riconoscimento,
conferito nel 1972, è stato successivamente ritirato nel 1993,
rappresenta la più numerosa. Il contenuto della ricerca dell'Eurispes
è interessante anche in virtù del fatto che esso conferma le differenze
tra le due Grandi Logge: Gran Loggia Regolare d'Italia e Grande
Oriente d'Italia. Infatti, al termine della sezione dedicata al
GOI, è testualmente riportato: "… Dunque si può affermare che
il GOI - nella misura in cui si esprime apertis verbis su aspetti
della vita pubblica e sociale del paese, fa politica e tende a
caratterizzarsi come un partito di opinione " . Al contrario,
la sezione dedicata alla Gran Loggia Regolare d'Italia, si apre
con il titolo: "La GLRI, la massoneria politicamente corretta".
Da ciò si desume chiaramente che la GLRI è considerata e di fatto
è, l'unica Obbedienza liberomuratoria sul territorio a seguire
la tradizione anglosassone e le sue regole, e dunque ad essere
REGOLARE.
E' risaputo, infatti, che condicio sine qua non per annoverarsi
tra le Massonerie "regolari" è quella di non occuparsi di "politica"
e di religione, e ancor di più di non entrare in conflitto con
le realtà religiose sul territorio, elementi che sono stati puntualmente
rilevati dagli attenti e competenti ricercatori dell'Eurispes.
Dopo questa prima fase, di approccio "Sociologico", la seconda
fase di studio riguarda il connotato "Filosofico" della Libera
Muratoria, in relazione anche ai contesti all'interno dei quali
le singole realtà massoniche sono operanti. La mia personale visione
è stata già ufficialmente presentata in pubblico alla Cornerstone
Society, una delle più importanti associazioni storico-filosofiche
vicine alla Gran Loggia Unita d'Inghiltera, che mi ha permesso
in due consecutive conferenze, a Sheffield lo scorso anno ed a
Londra, alla Freemason's Hall, poche settimane or sono, di presentare,
ad una platea competente e interessata la mia teoria.
Da questo studio si evince che il Neoplatonismo fiorentino, ed
il suo proseguimento anglosassone, costituito dai Neoplatonici
di Cambridge, rappresentano una dottrina filosofica nella quale
il pensiero liberomuratorio trova rilevanti corrispondenze e che,
soprattutto, non contrasta con le varie espressioni religiose,
in particolare con quella Cristiana, consentendo in tal modo di
superare e comporre le secolari dispute tra Chiesa Cattolica e
Massoneria. Proprio su questo piano, ciò che bisogna evitare è
l'accomunare semplicisticamente pensatori come Pico della Mirandola
o Marsilio Ficino ad altri pensatori, come ad esempio Giordano
Bruno. L'antitesi è verificabile soprattutto riguardo la dottrina
dell'Eros, nucleo del pensiero Neoplatonico. La teoria platonica
dell'amore, che l'Accademia di Firenze aveva cercato di fondere
con il Cristianesimo, sarà infatti stravolta da Giordano Bruno,
che vede nell'Eros la prova della forza titanica dell'uomo. E'
l'Eros che fornisce l'uomo di quell' "eroico furore", che gli
permette di avere una visione dell'Universo infinito e di rompere
i lacci che lo legano alla religione. Quindi, se Pico della Mirandola
e Marsilio Ficino non cercano mai il conflitto con la teologia
cristiana, cercando di far coesistere i concetti platonici con
la teologia cristiana, in Bruno, al contrario, la dottrina platonica
dell'Eros diverrà una vera e propria arma contro la dottrina cristiana.
I Neoplatonici italiani, al contrario di Bruno, si pongono come
custodi di una tradizione che non vogliono assolutamente abbattere,
ma salvare.
Questo non significa assolutamente che si debba rigettare o abbandonare
un pensatore del calibro di Giordano Bruno, ma soltanto che anche
le sue teorie vanno riconsiderate alla luce di uno spirito critico
che ogni libero muratore dovrebbe sempre avere. Evitiamo di buttare
il bambino insieme all'acqua calda. Lo stesso Giordano Bruno,
che tanto combatté i dogmatismi di tutti i tipi, non sarebbe felice
di sapere che le sue dottrine vengono seguite corrivamente, spesso
come fossero il "Verbo" e la sua figura idolatrata da massoni,
a volte persino in maniera grottesca e imbarazzante (finto rogo
a Piazza Campo dei Fiori nel quattrocentesimo anniversario della
sua morte).
Arriviamo così alla terza ed ultima fase, forse la più delicata,
che concerne gli aspetti esoterici del nostro percorso liberomuratorio.
E' chiaro che avvicinarsi alla parte esoterica presuppone che
il libero muratore abbia portato a compimento tutta una serie
di studi preparatori in materia che possano condurre ad un'adeguata
comprensione della stessa. A volte si parla di misticismo, ermetismo
ed esoterismo, con pochissima cognizione di causa, e questo inevitabilmente
provoca confusione e fraintendimenti.
Rincorrere il "Santo Graal" alla stregua di un anacronistico
templarismo e cercare improbabili tracce massoniche nei "Rotoli
del Mar Morto" non aiuta davvero a far sì che alla Libera Muratoria
venga riconosciuta quella credibilità e dignità cui la stessa
ha diritto per storia e tradizione.
Il mio auspicio è pertanto che in futuro lo studio della Libera
Muratoria, quale fenomeno socio-culturale di rilevante importanza,
sia informato a criteri di scientificità e dunque di rigore storico,
filosofico ed esegetico.
Il Gran Maestro
Ill.mo e Ven.mo Fr. Fabio Venzi
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