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Gran Loggia Regolare degli Antichi, Liberi e Accettati Muratori d'Italia
Unica Obbedienza Massonica Italiana  Riconosciuta dalla Gran Loggia Unita d'Inghilterra


 

Per un nuovo Umanesimo

Allocuzione tenuta il 06-04-2002 in occasione dell'installazione a Gran Maestro
dal Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia
Ill.mo e Ven.mo Fr. Fabio Venzi

Innanzitutto debbo ringraziare tutti i Fratelli presenti a questo che possiamo definire, senza ombra di dubbio, un evento storico per la Massoneria italiana; ringraziarvi per l’affetto e la fiducia che mi avete accordato e che spero di meritare.

Sapete quanto impegno ho profuso fin’ora per il bene della Gran Loggia Regolare d’Italia; ora, dopo che Voi tutti mi avete ritenuto degno di rivestire la carica più alta, quella di Gran Maestro, le mie responsabilità sono aumentate ed io vi prometto che impiegherò ogni grammo di energia in mio possesso per il bene della GLRI.

Spero di non disattendere la fiducia accordatami da voi e dal Prof.Giuliano Di Bernardo, Fondatore della GLRI e di poter accrescere la forza e la credibilità della nostra obbedienza.

Quale saranno le linee programmatiche che mi propongo di seguire nel mio cammino alla guida della GLRI? Ciò che io auspico per la massoneria italiana e per la Gran Loggia Regolare d’Italia, che rappresenta sul territorio italiano la tradizione anglosassone, è la conquista di una vera "Dignità" per la Massoneria: la creazione delle condizioni che facciano sentire i massoni orgogliosi di essere tali.

Oggi tutto questo non è stato ancora possibile, perché sul territorio italiano vi sono decine di sedicenti massonerie che con la loro presenza minano la credibilità di tutto il movimento e pensiero massonico. Partendo da una visione prettamente etica e culturale della Massoneria, il mio intento è far divenire la GLRI con il suo fedele attaccamento ai tradizionali principi massonici, il catalizzatore di tutto un movimento che altrimenti, disperdendosi, continuerebbe ad arrecare un danno all’immagine e alla credibilità della massoneria stessa.

Da Sociologo, posso dire che è assolutamente inspiegabile che un fenomeno come quello massonico, che, voglio sottolinearlo, nonostante le sue peculiarità, rientra pur sempre tra i fenomeni cosiddetti "associativi", e che coinvolge nel mondo intero e a tutte le latitudini milioni di uomini, di Fratelli, sia incredibilmente ricordato in Italia solo per la tristemente nota vicenda P2.

La responsabilità è soprattutto degli studiosi che non hanno preso atto della presenza della Massoneria nella cultura europea dal ‘700 ad oggi, e che dovrebbero studiare le radici del pensiero massonico nella filosofia umanistica e rinascimentale.

E’ un’operazione questa, già intrapresa da una grandissima ricercatrice recentemente scomparsa, Francis Yates, studiosa del famosissimo Istituto Warburg.

Ad esempio, lo stesso concetto di ‘ricerca della Luce’, uno dei capisaldi del pensiero massonico, è un concetto tipico del neoplatonismo umanistico. Per i neoplatonici, comprendere la verità con i propri mezzi era impossibile, la mente umana infatti, è paragonabile ad un’occhio che per vedere ha bisogno di luce, e ciò spiega anche il significato allegorico della "Luce" in Massoneria.

Studi seri e senza preconcetti sarebbero utilissimi per dare alla Massoneria quella dignità e quel posto nella cultura occidentale che merita di diritto.

Il pensiero massonico, che erroneamente un’analisi superficiale potrebbe limitare ad una sorta di eclettismo e addirittura di sincretismo, è in realtà la presa di coscienza di una pluralità di punti di vista, di una molteplicità di visioni tra loro integrabili e suscettibili di una superiore armonia.

Il pensiero massonico, quindi, non può essere identificato in blocco quale insieme eterogeneo di opinioni e convinzioni ma esso è piuttosto caratterizzato da un ideale culturale e da una grande gamma di interessi filologici, letterari e intellettuali che ciascun fratello può poi combinare con una varietà di opinioni filosofiche, morali ed etiche personali. Ma è sicuramente necessario partire pur sempre da un comune denominatore, che, secondo la mia opinione è riscontrabile nella filosofia umanistica,e in particolare nel pensiero di uomini come Pico della Mirandola.

In particolare nella Oratio: "De Hominis Dignitate".

Quindi una nuova educazione, e sarebbe utile poter rileggere insieme le splendide e indimenticabili pagine di Rabelais, in Gargantua e Pantagruel, dove si rappresenta superbamente il cambiamento radicale di una educazione in forma emblematica.

Se proprio si vuole trovare una definizione, quello massonico lo si potrebbe chiamare "Umanesimo Civico", cioè un’interpretazione della cultura umanistica quale strumento al servizio della vita attiva di ogni cittadino. E qui mi ricollego al mio concetto di Massoneria come Terzo Pilastro della Società Civile già enunciato nel mio Saggio pubblicato sulla Rivista "De Hominis Dignitate"e che voi quindi già conoscete.

Questo aiuterebbe anche a capire meglio alcuni dei capisaldi del pensiero massonico; ad esempio quando si afferma che la massoneria tende al perfezionamento dell’individuo, per evitare di banalizzare il concetto, lo si dovrebbe intendere proprio alla luce di quanto appena detto, come perfezionamento, come un’allegoria della "volontà" di conoscenza dell’uomo nei confronti dell’universo, poiché l’egli può imparare a conoscere tutte le sue determinazioni solo se percorre l’universo in tutta la sua estensione. Ma, come ricorda Cassirer, questo "essere aperti" al mondo non deve mai significare un "risolversi" in esso, un perdersi mistico-panteistico, questo appunto perché il Massone ha anche il dovere di dare il suo contributo nel sociale. Non dimentichiamo, infatti, che quando Pico parla di "Dignità dell’uomo", intende anche l’uomo in qualità di "artefice" e il suo valore è proporzionato alla sua capacità di "creare", "produrre" concretamente. Il termine "virtù" per l’umanista, non è altro che l’agire dell’uomo colto in tutta la sua pienezza di valore etico e civile.

In conclusione, una sorta di "Rinascimento" dove "rinascere"indica una parola d’ordine per l’attuazione di un progetto, un’ideale che è strumentale ad una azione.

 
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Le Allocuzioni del Gran Maestro