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Innanzitutto debbo ringraziare tutti i Fratelli presenti a questo
che possiamo definire, senza ombra di dubbio, un evento storico
per la Massoneria italiana; ringraziarvi per l’affetto e la fiducia
che mi avete accordato e che spero di meritare.
Sapete quanto impegno ho profuso fin’ora per il bene della Gran
Loggia Regolare d’Italia; ora, dopo che Voi tutti mi avete ritenuto
degno di rivestire la carica più alta, quella di Gran Maestro,
le mie responsabilità sono aumentate ed io vi prometto che impiegherò
ogni grammo di energia in mio possesso per il bene della GLRI.
Spero di non disattendere la fiducia accordatami da voi e dal
Prof.Giuliano Di Bernardo, Fondatore della GLRI e di poter accrescere
la forza e la credibilità della nostra obbedienza.
Quale saranno le linee programmatiche che mi propongo di seguire
nel mio cammino alla guida della GLRI? Ciò che io auspico per
la massoneria italiana e per la Gran Loggia Regolare d’Italia,
che rappresenta sul territorio italiano la tradizione anglosassone,
è la conquista di una vera "Dignità" per la Massoneria: la creazione
delle condizioni che facciano sentire i massoni orgogliosi di
essere tali.
Oggi tutto questo non è stato ancora possibile, perché sul territorio
italiano vi sono decine di sedicenti massonerie che con la loro
presenza minano la credibilità di tutto il movimento e pensiero
massonico. Partendo da una visione prettamente etica e culturale
della Massoneria, il mio intento è far divenire la GLRI con il
suo fedele attaccamento ai tradizionali principi massonici, il
catalizzatore di tutto un movimento che altrimenti, disperdendosi,
continuerebbe ad arrecare un danno all’immagine e alla credibilità
della massoneria stessa.
Da Sociologo, posso dire che è assolutamente inspiegabile che
un fenomeno come quello massonico, che, voglio sottolinearlo,
nonostante le sue peculiarità, rientra pur sempre tra i fenomeni
cosiddetti "associativi", e che coinvolge nel mondo intero e a
tutte le latitudini milioni di uomini, di Fratelli, sia incredibilmente
ricordato in Italia solo per la tristemente nota vicenda P2.
La responsabilità è soprattutto degli studiosi che non hanno preso
atto della presenza della Massoneria nella cultura europea dal
‘700 ad oggi, e che dovrebbero studiare le radici del pensiero
massonico nella filosofia umanistica e rinascimentale.
E’ un’operazione questa, già intrapresa da una grandissima ricercatrice
recentemente scomparsa, Francis Yates, studiosa del famosissimo
Istituto Warburg.
Ad esempio, lo stesso concetto di ‘ricerca della Luce’, uno dei
capisaldi del pensiero massonico, è un concetto tipico del neoplatonismo
umanistico. Per i neoplatonici, comprendere la verità con i propri
mezzi era impossibile, la mente umana infatti, è paragonabile
ad un’occhio che per vedere ha bisogno di luce, e ciò spiega anche
il significato allegorico della "Luce" in Massoneria.
Studi seri e senza preconcetti sarebbero utilissimi per dare alla
Massoneria quella dignità e quel posto nella cultura occidentale
che merita di diritto.
Il pensiero massonico, che erroneamente un’analisi superficiale
potrebbe limitare ad una sorta di eclettismo e addirittura di
sincretismo, è in realtà la presa di coscienza di una pluralità
di punti di vista, di una molteplicità di visioni tra loro integrabili
e suscettibili di una superiore armonia.
Il pensiero massonico, quindi, non può essere identificato in
blocco quale insieme eterogeneo di opinioni e convinzioni ma esso
è piuttosto caratterizzato da un ideale culturale e da una grande
gamma di interessi filologici, letterari e intellettuali che ciascun
fratello può poi combinare con una varietà di opinioni filosofiche,
morali ed etiche personali. Ma è sicuramente necessario partire
pur sempre da un comune denominatore, che, secondo la mia opinione
è riscontrabile nella filosofia umanistica,e in particolare nel
pensiero di uomini come Pico della Mirandola.
In particolare nella Oratio: "De Hominis Dignitate".
Quindi una nuova educazione, e sarebbe utile poter rileggere insieme
le splendide e indimenticabili pagine di Rabelais, in Gargantua
e Pantagruel, dove si rappresenta superbamente il cambiamento
radicale di una educazione in forma emblematica.
Se proprio si vuole trovare una definizione, quello massonico
lo si potrebbe chiamare "Umanesimo Civico", cioè un’interpretazione
della cultura umanistica quale strumento al servizio della vita
attiva di ogni cittadino. E qui mi ricollego al mio concetto di
Massoneria come Terzo Pilastro della Società Civile già enunciato
nel mio Saggio pubblicato sulla Rivista "De Hominis Dignitate"e
che voi quindi già conoscete.
Questo aiuterebbe anche a capire meglio alcuni dei capisaldi del
pensiero massonico; ad esempio quando si afferma che la massoneria
tende al perfezionamento dell’individuo, per evitare di banalizzare
il concetto, lo si dovrebbe intendere proprio alla luce di quanto
appena detto, come perfezionamento, come un’allegoria della "volontà"
di conoscenza dell’uomo nei confronti dell’universo, poiché l’egli
può imparare a conoscere tutte le sue determinazioni solo se percorre
l’universo in tutta la sua estensione. Ma, come ricorda Cassirer,
questo "essere aperti" al mondo non deve mai significare un "risolversi"
in esso, un perdersi mistico-panteistico, questo appunto perché
il Massone ha anche il dovere di dare il suo contributo nel sociale.
Non dimentichiamo, infatti, che quando Pico parla di "Dignità
dell’uomo", intende anche l’uomo in qualità di "artefice" e il
suo valore è proporzionato alla sua capacità di "creare", "produrre"
concretamente. Il termine "virtù" per l’umanista, non è altro
che l’agire dell’uomo colto in tutta la sua pienezza di valore
etico e civile.
In conclusione, una sorta di "Rinascimento" dove "rinascere"indica
una parola d’ordine per l’attuazione di un progetto, un’ideale
che è strumentale ad una azione.
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