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Gran Loggia Regolare degli Antichi, Liberi e Accettati Muratori d'Italia
Unica Obbedienza Massonica Italiana  Riconosciuta dalla Gran Loggia Unita d'Inghilterra


 



Il Concetto di Pace nel Pensiero Massonico

Relazione tenuta in occasione del II°Congresso Internazionale
"Dalla Speranza alla Pace" , Noale (Venezia) 3-4-5 maggio 2002

dal Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia
Ill.mo e Ven.mo Fr. Fabio Venzi


 L'obiettivo fondamentale di questo Congresso Internazionale è dettato dal desiderio di coinvolgere uomini che appartengono a differenti credi, di lingue e culture differenti, nel tentativo di iniziare un cammino comune verso quel concetto di "Pace", che dovrebbe essere il punto di arrivo di ogni società. 
Qualcuno si chiederà il significato della presenza in questo Congresso di un rappresentante del pensiero massonico, non essendo la Massoneria né una religione né un movimento religioso. 

Sarà quindi fondamentale che io ricordi ai presenti che condizione fondamentale, condicio sine qua non, per poter far parte dalla Massoneria è la credenza in un "Essere Supremo", sia esso il Dio delle tre religioni Monoteistiche o qualsiasi altra sua manifestazione non importa; quello che si richiede infatti, è un rapporto con l'idea di "Divino", "Sacro", che in Massoneria è rappresentata allegoricamente dal concetto di Grande Architetto dell'Universo. 

Quindi, e questo è il punto fondamentale, l'ateo e l'agnostico non possono entrare a far parte della Massoneria. Ciò significa che pur non essendo una religione è innegabile che la Massoneria contenga nella sua filosofia, che il breve tempo a disposizione non ci permette di esaminare, un innegabile rapporto con il "Sacro", frutto dell'espressione di quell'essenza divina che è presente in ogni uomo. 

Brevemente, per le persone che poco conoscono l'universo massonico o ha idee confuse sull'argomento, vorrei ricordare che, nonostante le sue peculiarità, la Massoneria rientra a pieno titolo tra i fenomeni definiti "Associazionistici". Sembra una banalità ricordarlo, ma qualcuno ancora non ha capito che la Massoneria è una associazione, tra le più antiche se non la più antica del mondo, della quale fanno parte milioni di "Fratelli" in tutte le parti del mondo, intenti al perseguimento di valori etici e morali e i cui precetti, questa è una delle sue particolarità, vengono comunicati tramite rappresentazioni rituali che si servono delle antiche simbologia muratorie come allegorie di condotte da seguire. 

Quindi possiamo dire di trovarci di fronte non tanto ad una ortodossia quanto ad una ortoprassi, un codice di comportamento etico e morale frutto di un pensiero che lascia liberamente praticare la propria religione qualunque essa sia, considerando tale codice di comportamento come un supporto del suo credo. 

Ma vediamo a questo punto quale contributo il pensiero massonico può dare al concetto di "Pace. 

La filosofia che è alla base del pensiero massonico ha le sue radici nei concetti dei pensatori umanistici e rinascimentali e tra questi, per rappresentare l'idea di "Pace", ho voluto scegliere un pensatore che si pone senza dubbio fra i principali artefici della creazione di quell'humus culturale da cui poi il pensiero massonico molto ha attinto riguardo la sua concezione dell'uomo. Parlo di Giovanni Pico della Mirandola. 

Debbo dirvi che rileggendo l'ultima parte del documento in cui sono elencati gli obiettivi di questo Congresso , sono rimasto colpito dalla coincidenza di tale testo con alcuni dei concetti filosofici e morali di Pico. 

La Gran Loggia Regolare d'Italia che io rappresento, in onore di Pico della Mirandola ha voluto dare alla sua Rivista Ufficiale, che è poi il nostro trait d'union con il mondo esterno, il titolo di De Hominis Dignitate, ispirandosi alla famosa orazione sulla dignità dell'uomo di Pico, vero e proprio manifesto dell'Umanesimo italiano. 

Ed è proprio il tema della "Pace" il nocciolo dell'Orazione che, ce lo dice Pico stesso, doveva essere una sorta di "Inno alla Pace" dottrinale, e che fa del mirandoliano l'erede più felice del motivo cusaniano della pax fidei. Il tema della "concordia" delle dottrine filosofiche raccoglie l'eredità positiva del dibattito fra aristotelismo e platonismo che si era collocato al centro del sec.XV, e che Pico considera come esemplare di innumerevoli altri conflitti dottrinali. 

In Pico c'è la convinzione della possibilità di giungere ad un'unificazione dell'umanità, a una pace universale nel Cristianesimo. 

Quando Pico parla di "Pace" e di "Concordia" si impegna a dimostrare sì l'universalità del vero nella molteplicità delle sue espressioni, e l'integrabilità degli sforzi verso di esso, ma anche i limiti delle varie posizioni, e quindi l'esigenza di oltrepassarle, percependo così i conflitti insiti nell'intelletto. 

I due temi centrali del pensiero di Pico, tra loro indissolubilmente legati, della dignità dell'uomo e della concordia delle dottrine, ossia della libertà creativa come nota d'eccezionalità umana, e della unità del vero come unificazione progressiva degli sforzi di tutti verso la verità, questo "inno" alla dignità e il "canto" della pace vengono consegnati ad una argomentazione di tipo squisitamente retorico e con l'utilizzazione di splendide allegorie. 

E molti sono gli spunti nel pensiero di Pico che ritroviamo anche nelle allegorie massoniche: un esempio su tutti è l'idea di perfezionamento progressivo dell'uomo nel suo procedere verso il bene supremo, sottolineato in Massoneria dalla "Scala di Giacobbe" che, ricorda Pico nella "Orazione":"dal fondo della terra si spinge fino al sommo dei cieli" simboleggiando il cammino della vita dell'uomo. Ed è doveroso sottolineare l'importante funzione pratica che Pico attribuisce all'"etica", la quale potrebbe, se applicata da tutti gli uomini, far cessare le stragi fra gli Stati e stabilire la "Pace " sulla terra. 

Alla luce dei pensieri sopra esposti, si sarebbe portati a interpretare il pensiero massonico in termini di eclettismo o addirittura di sincretismo, ma in realtà quello a cui ci troviamo davanti è la presa di coscienza di una pluralità di punti di vista, di una molteplicità di visioni fra loro integrabili e suscettibili di una superiore armonia in una inesauribile ricerca sul piano dell'indagine umana.