I maggiori ostacoli in cui ci imbattiamo ogni qual volta si
tenta di diradare le ombre e le perplessità nei confronti della Libera
Muratoria sono spesso causati dalla eterogeneità delle definizioni che le
vengono attribuite, definizioni che nella loro diversità e persino
contraddittorietà creano spesso confusione nei profani che vorrebbero meglio
comprendere l'"Universo Massoneria".
Partire, quindi, da una definizione semplice e facilmente
comprensibile credo sia il modo migliore per far avvicinare alla Libera
Muratoria i non addetti ai lavori evitando di affastellare in una miscela
eterogenea e poco comprensibile, esoterismo, misticismo, templarismo e
quant'altro.
Un'altra importante operazione da compiere prima di
cominciare a interessarsi del fenomeno massonico è quella di liberare la
propria mente da idee prevenute su di esso frutto spesso di disinformazione o
peggio ancora di cattiva informazione.
La mia personale convinzione è che la migliore definizione
di Libera Muratoria sia quella di "Codice di Comportamento Etico e
Morale", infatti, non essendo la libera muratoria una Ortodossia, essa
presenta al contrario i caratteri della "Ortoprassi", quindi un vero
e proprio Codice di Comportamento personale e Sociale sostanzialmente disgiunto
da una vera e propria sostanza teoretica.
Se una continuità si vuol riscontrare tra la Libera Muratoria e le antiche
Gilde di costruttori medievali, questa è rinvenibile proprio in questo Codice
di Comportamento, rintracciabile a sua volta nei documenti definiti
"Antichi Doveri", cioè Statuti delle Compagnie di Costruttori di
Cattedrali del tardo Medioevo.
La Gran Loggia Unita D’Inghilterra (UGLE), in un documento
ufficiale concepito per una migliore comprensione e divulgazione della Libera
Muratoria all'esterno, la definisce "Una
società di uomini interessati a valori morali e spirituali. I suoi membri sono
istruiti ai suoi precetti con una serie di rappresentazioni rituali che seguono
antiche forme ed utilizzano le usanze e gli attrezzi degli scalpellini come
allegorie di condotte da seguire."
Compito della moderna Massoneria Speculativa, quindi, è
adattare costantemente questo Codice di Comportamento ai nuovi contesti sociali
e alle contingenze storiche nelle quali si trova ad operare.
Stabilito ciò sarebbe inoltre opportuno, ogniqualvolta si voglia fare una
disamina delle peculiarità liberomuratorie, specificare quale contesto storico
ambientale stiamo esaminando perché, come vedremo più avanti, esistono varie
realtà e contesti con peculiarità marcate a seconda del paese che si prende in
considerazione
Ma nonostante queste differenziazioni, si può a mio parere,
riscontrare un comune denominatore di partenza, e cioè che la Libera Muratoria,
nonostante le sue peculiarità, sia soprattutto un importantissimo e
probabilmente il più vasto al mondo dei fenomeni sociologicamente definibili
come "Associativi".
Nella mia Allocuzione del 6 aprile 2002, giorno della mia
installazione quale Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia, io
dichiarai che: la Massoneria, nonostante la sua peculiarità, rientra tra i
fenomeni cosiddetti "Associativi".
In poche parole, asserivo che la Massoneria è una
associazione.
Mi sono immediatamente reso conto che quella che a me sembrava un'osservazione
ovvia, addirittura banale, avrebbe potuto, come poi è accaduto, provocare
reazioni di stupore. Cosa era accaduto?
La risposta è molto semplice. Era l'ennesima conferma che il
problema principale della Massoneria moderna, continua ad essere la sua
interpretazione e, conseguentemente, la sua collocazione all'interno del
tessuto sociale.
Definire la Massoneria semplicemente un'Associazione, è
percepito come una sorta di deminutio; del suo potere, del suo fascino, del suo
contenuto iniziatico-esoterico.
Ma quella definizione che può sembrare quasi una sorta di
provocazione, fu da me deliberatamente preferita ad altre, in virtù del
contesto storico-sociale in cui si colloca ed opera la Libera Muratoria.
La mia conclusione, quasi un anno fa, fu che la Massoneria,
oggi, per essere meglio compresa dovrebbe appunto iniziare ad avvicinarsi al
mondo profano in maniera semplice, serena e comprensibile, e nel contempo far
percepire agli stessi massoni che far parte della Libera Muratoria significa
principalmente vivere una esperienza associativa.
Quanto sia importante, in questo particolare momento
storico, vivere esperienze associative, è confermata dall'ultimo rapporto
CENSIS, che evidenzia la forte crescita della richiesta di associazionismo
laico. In questo Rapporto la domanda rivolta dai Ricercatori del CENSIS agli
intervistati è: a chi fanno riferimento gli italiani?
In cima alla lista delle risposte troviamo un 28% che non fa
riferimento a nessuno; al secondo, un 21% che fa riferimento alle associazioni;
le preferenze per la Chiesa si attestano al 16% e per ultimi chiudono i Partiti
Politici.>
Sempre secondo il CENSIS, gli adolescenti metterebbero al
primo posto delle loro paure la sofferenza interiore e la solitudine.
Se dal punto di vista dell'analisi dei dati possiamo osservare con
soddisfazione che, in un contesto storico-sociale come quello che stiamo
vivendo, la Massoneria può esercitare proprio in virtù dei valori etico-morali
propugnati e della capacità aggregativa, tipica delle Associazioni, un ruolo
insostituibile; dall'altra siamo delusi e sconcertati dal fatto che ancora una
volta studiosi di fenomeni sociali molto attenti solitamente, come quelli del
CENSIS, non abbiano incluso in questo Rapporto, tra i fenomeni associativi,
anche quello massonico.
Questo ci riporta al problema in principio enucleato: il
modo in cui il fenomeno Massoneria sia percepito in Italia, in altre parole
l'interpretazione e la conoscenza della Massoneria nel nostro paese.
Ritengo sia molto grave, da parte di studiosi seri e
preparati, ignorare realtà sociali come la Massoneria che vantano milioni di
iscritti nel mondo. E ancora più grave è omologarci ai diversi fenomeni o
sincretismi religiosi o, peggio ancora, settari.
La Massoneria, lo ripetiamo, è soprattutto un codice di
comportamento etico-morale, che insegna all'uomo che ne fa parte a collocarsi
armoniosamente nella società in cui vive, nel rispetto delle Leggi dello Stato
e di tutte le altre espressioni religiose diverse dalla sua.
Quello che caratterizza in negativo la situazione italiana è
che, al contrario dei paesi anglosassoni, il concetto di associazionismo fatica
da sempre ad essere accettato ed assimilato. Soffermiamoci sulle motivazioni.
Presupposto essenziale della Società Aperta e che le nostre
vite si svolgano appunto in Associazioni situate al di fuori dallo Stato (le
cosiddette Associazioni Intermedie).
Infatti, una importante differenza fra il modello dello
Stato Totalitario e la Società Aperta, risiede nel fatto che, nel primo, tutto
è Stato, mentre, la Società Aperta offre la pluralità di associazioni autonome,
non tutte dirette ad uno stesso obiettivo, ma conviventi nel pluralismo della
democrazia.
In Italia, ed è questa l'anomalia, nel secondo dopoguerra, quando
l'associazionismo riprese il suo corso, questo nuovo sviluppo è avvenuto sotto
la tutela dei partiti, con la conseguenza che le associazioni sono divenute
spesso "cinghie di trasmissione" dei partiti più che autonome
creazioni di una società civile moderna e dinamica.
Vi sono, inoltre, ragioni storico-politiche che hanno
determinato una certa diffidenza del potere politico verso la formazione di
gruppi intermedi tra Stato e cittadini.
Ciò ha comportato interventi restrittivi da parte del
legislatore, nel tentativo di regolamentare, istituzionalizzare e di fatto
controllare il fenomeno associativo.(1)
In una Società Aperta qual è, o quale dovrebbe essere, lo sbocco
naturale di questo codice di comportamento etico-morale che è
alla base del pensiero e dell'esperienza massonica?
Quali sono gli ambiti nei quali l'uomo massone può
intervenire senza violare quei Landmark che la nostra secolare tradizione ci
indica, e che sono la nostra peculiarità nei confronti delle altre esperienze
associative?
Per i principi propugnati, la Libera Muratoria potrebbe
autorevolmente rivestire il ruolo di "Osservatorio etico-morale"
nella Società Civile.
In un mio saggio intitolato "Massoneria Terzo Pilastro
della Società Civile"(2) in risposta a chi riteneva la Massoneria ormai
obsoleta ed inadatta al nostro contesto storico scrissi che una Associazione
come la Massoneria è, al contrario, indispensabile proprio in una società
post-moderna dove la continua crisi di valori, ma direi piuttosto l'assenza di
valori ed un relativismo imperante, rende necessario un codice di comportamento
che metta l'etica e la morale al primo posto.
Quando una società attraversa radicali crisi di identità,
forme associative come quella massonica possono costituire un valido approdo
per tutti gli uomini liberi che non trovano soddisfazione nelle religioni
tradizionali o nel laicismo dei partiti politici.
Partendo innanzitutto dal concetto di Rispetto nei confronti
dell'individuo e della sua dignità sarebbe opportuno verificare quante volte
tale valore viene sistematicamente dimenticato e, addirittura, calpestato.
Da dove vogliamo cominciare?
Forse dal totale e completo annichilimento della persona che
nel momento in cui entra in una corsia di ospedale, diventando
"paziente", viene trattato senza alcun rispetto della propria
personalità, del proprio vissuto, perché negli ospedali "siamo tutti
uguali"?
E’ normale che si stia ore in corsia, zitti, senza fiatare,
perché c'è chi sta peggio…?
O vogliamo parlare dei programmi che le varie emittenti
pubbliche e private propinano agli adulti e soprattutto ai bambini.
Questi ultimi vengono sottoposti, senza alcun controllo o
criterio, a dosi massicce di violenza e pubblicità, che li trasforma nella
mente e nel fisico!
Ecco, il massone deve essere portatore, nella Società Civile
In cui è collocato, dei propri valori e principi che si radicano in una
tradizione secolare e che trovano il proprio fondamento nel concetto di
"Dignità dell'Uomo" e della sua storia, dignità che deve essere
inizio e fine ultimo di qualsiasi operare.
Essere sentinelle a tutela di questi valori, vuol dire che
ciascuno di noi è chiamato, quale uomo e ancor più quale massone, ad operare
nel quotidiano sempre e soltanto a servizio ed in funzione dell'essere umano,
del suo benessere, della sua crescita culturale, morale e spirituale; vuol dire
dover svolgere attività di denuncia e non assistere passivamente a storture ed
ingiustizie; vuol dire sentire il dovere di sensibilizzare le coscienze su temi
come appunto la donazione degli organi; vuol dire non omologarsi e mantenere
sempre la capacità di sapersi indignare. Porre cioè se stessi, come uomini
perennemente alla ricerca di una superiore armonia, come massoni, al servizio
di una società che vogliamo e dobbiamo improntare a più alti ideali.
NOTE:
(1)Fabio Venzi, "Mito, Massoneria,Fascismo", Mirandoliana, 2001
(2)Fabio
Venzi, "Massoneria Terzo Pilastro della Società” in De Hominis Dignitate n°1- 2000.
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