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Gran Loggia Regolare degli Antichi, Liberi e Accettati Muratori d'Italia
Unica Obbedienza Massonica Italiana  Riconosciuta dalla Gran Loggia Unita d'Inghilterra


 

EURISPES
Rapporto Italia 2004

Scheda 10
Il fascino discreto della Massoneria

La massoneria
"politicamente corretta":
la Gran Loggia Regolare d'Italia

Nel 1993, contestualmente alle sue dimissioni da Gran Maestro del G.o.i., Giuliano di Bernardo fondava la Gran Loggia Regolare d'Italia, associazione non , avente scopo di lucro, che si fregia del riconoscimento della Gran Loggia Unita d'Inghilterra. Originariamente, la G.L.R.I. contava 7 logge regolari e circa 300 fratelli; oggi vi afferiscono 110 logge e circa 3.000 affiliati. ll dato, sommato a quello degli affiliati al G.o.i (15.000) e alla G.l.d.i. (circa 7.000) dà un totale di circa 25.000 iscritti alle tre maggiori comunioni massoniche italiane.

L'età media degli iscritti alla G.L.R.I. è di 43 anni: si tratta quindi di una comunione massonica più giovane del G.O.I. (in cui l'età media degli iscritti è di 52,4 anni), come testimoniano sia la presenza di una componente studentesca particolarmente marcata (20%) sia la stessa età del Gran Maestro, il sociologo quarantatreenne Fabio Venzi. .

L'elemento che distingue nettamente la G.l.r.i. rispetto al G.o.i., dichiara Venzi, è il rispetto assoluto del divieto di parlare di politica e di religione, uno dei pnncipi basilari per il riconoscimento da parte della GLU d'lnghilterra. Non è pertanto possibile individuare, in base ai documenti e alle pubblicazioni a disposizione, una linea politica della G.l.r.i. "Certo, ho una mia visione politica" afferma Venzi, "mi piacerebbe una società più efficiente, un Parlamento più agile, una maggiore rapidità nelle decisioni. Ma personalmente non voto da anni. La G.l.r.i. rimane fedele ad un'interpretazione della massoneria come Codice di comportamento etico che ha . l'intento di creare "Uomini" a tutto tondo, perfettamente integrati nel tessuto sociale e portatori di valori all'interno della società civile. Il nostro compito è quello di sensibilizzare le persone intorno al concerto di dignità dell'uomo. Sarà poco. Ma se si va oltre diventiamo un partito politico", .A questo scopo, la G.l.r.i., perseguendo la linea della charity anglosassone, ha intrapreso iniziative nel campo della beneficenza assegnando borse di studio e destinando il Fondo della Gran Benevolenza 2003 al Telethon Institute for Gene Therapy per la cura della distrofia muscolare.

Per divulgare il pensiero massonico, la G.l.r.i. si avvale di un sito web, di due riviste, di cui una bilingue (De Hominis Dignitate, titolo di una Oratio di Pico della Mirandola}, e di una case editrice ("Mirandoliana"}, che già nella terminologia riecheggiano il neoplatonismo e l'umanesimo rinascimentale, dunque una concezione dell'uomo come artefice di se stesso, proiettato nell'operatività e nell'autotrascendimento. In sostanza, secondo Venzi, la massoneria sarebbe riconducibile all'attivismo civico come "terzo pilastro della democrazia" (secondo l'espressione di Ralph Dahrendorf) , ossia a quelle forme di autorganizzazione sociale che non sono un prolungamento delle Istituzioni o dei partiti politici, e che rappresentano una garanzia per la Società aperta e un deterrente contro i totalitarismi di opposta matrice. In ltalia, a differenza del contesto anglosassone, la massoneria ha avuto tradizionalmente una connotazione politica più che di impegno civile. Per Venzi, questo fenomeno si spiega con l'ipertrofia delle strutture politico-amministrative, che ha avuto un effetto di contenimento sullo sviluppo del libero associazionismo: "Nel secondo dopoguerra, quando l'associazionismo riprese il suo corso, questo nuovo sviluppo è avvenuto sotto la tutela dei partiti, con la conseguenza che le associazioni sono divenute spesso "cinghia di trasmissione" dei partiti più che autonome creazioni di una società civile moderna e dinamica. Per questa ragione, il "terzo pilastro" della democrazia nel nostro paese è apparso fin dall'inizio debole e privo di una sua autonomia culturale e sociale, che ha portato gli italiani a delegare unicamente allo Stato le soluzioni di tutti i problemi" {Venzi, 2001}.

Se è vero che il centralismo pubblico post-unitario e la parcellizzazione della società civile si sono tradotti in una poco marcata inclinazione della cittadinanza all'iniziativa sociale organizzata, e soprattutto politicamente indipendente, è opportuno tenere presente anche le altre ragioni che, nel contesto pre-unitario, impedivano l'affermarsi di una massoneria apolitica e "orizzontale", operativa solo sul piano del tessuto sociale: mentre nel mondo anglosassone la massoneria moderna ha subito stabilito un rapporto di continuità e contiguità col potere politico (Washington e Franklin, padri fondatori della democrazia americana, erano . massoni; e in Gran Bretagna, i massimi esponenti della Casa Reale e i più alti dignitari della Corona appartengono alla massoneria) , in Italia -contesto a più elevata conflittualità politico,sociale rispetto a quello anglosassone -gli ideali di libertà e uguaglianza si sono aperti un varco in polemica col potere costituito, statuale o temporale che fosse, incanalando l'attivismo massonico fin dall'inizio verso l'antagonismo e, successivamente, il protagonismo politico, piuttosto che nell'area operativa della società civile. Quale che sia la ragione della politicizzazione della muratoria nel nostro Paese, secondo una quota consistente di fratelli oggi è arrivato il momento di tornare allo statuto, cioè ai principi fondanti che vietano discussioni politiche e religiose nei lavori di loggia e individuano nell'impegno civile l'autentica vocazione della massoneria.

Aspetti Associativi del Fenomeno Massonico

Discorso tenuto al Convegno Massoneria e Società nel decennale della Fondazione della Loggia Bellator #42.
Frosinone 27 settembre 2003

dal Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia
Ill.mo e Ven.mo Fr. Fabio Venzi

Manifesto Convegno

I maggiori ostacoli in cui ci imbattiamo ogni qual volta si tenta di diradare le ombre e le perplessità nei confronti della Libera Muratoria sono spesso causati dalla eterogeneità delle definizioni che le vengono attribuite, definizioni che nella loro diversità e persino contraddittorietà creano spesso confusione nei profani che vorrebbero meglio comprendere l'"Universo Massoneria".

Partire, quindi, da una definizione semplice e facilmente comprensibile credo sia il modo migliore per far avvicinare alla Libera Muratoria i non addetti ai lavori evitando di affastellare in una miscela eterogenea e poco comprensibile, esoterismo, misticismo, templarismo e quant'altro.

Un'altra importante operazione da compiere prima di cominciare a interessarsi del fenomeno massonico è quella di liberare la propria mente da idee prevenute su di esso frutto spesso di disinformazione o peggio ancora di cattiva informazione.

La mia personale convinzione è che la migliore definizione di Libera Muratoria sia quella di "Codice di Comportamento Etico e Morale", infatti, non essendo la libera muratoria una Ortodossia, essa presenta al contrario i caratteri della "Ortoprassi", quindi un vero e proprio Codice di Comportamento personale e Sociale sostanzialmente disgiunto da una vera e propria sostanza teoretica.

Se una continuità si vuol riscontrare tra la Libera Muratoria e le antiche Gilde di costruttori medievali, questa è rinvenibile proprio in questo Codice di Comportamento, rintracciabile a sua volta nei documenti definiti "Antichi Doveri", cioè Statuti delle Compagnie di Costruttori di Cattedrali del tardo Medioevo.

La Gran Loggia Unita D’Inghilterra (UGLE), in un documento ufficiale concepito per una migliore comprensione e divulgazione della Libera Muratoria all'esterno, la definisce "Una società di uomini interessati a valori morali e spirituali. I suoi membri sono istruiti ai suoi precetti con una serie di rappresentazioni rituali che seguono antiche forme ed utilizzano le usanze e gli attrezzi degli scalpellini come allegorie di condotte da seguire."

Compito della moderna Massoneria Speculativa, quindi, è adattare costantemente questo Codice di Comportamento ai nuovi contesti sociali e alle contingenze storiche nelle quali si trova ad operare.

Stabilito ciò sarebbe inoltre opportuno, ogniqualvolta si voglia fare una disamina delle peculiarità liberomuratorie, specificare quale contesto storico ambientale stiamo esaminando perché, come vedremo più avanti, esistono varie realtà e contesti con peculiarità marcate a seconda del paese che si prende in considerazione

Ma nonostante queste differenziazioni, si può a mio parere, riscontrare un comune denominatore di partenza, e cioè che la Libera Muratoria, nonostante le sue peculiarità, sia soprattutto un importantissimo e probabilmente il più vasto al mondo dei fenomeni sociologicamente definibili come "Associativi".

Nella mia Allocuzione del 6 aprile 2002, giorno della mia installazione quale Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia, io dichiarai che: la Massoneria, nonostante la sua peculiarità, rientra tra i fenomeni cosiddetti "Associativi".

In poche parole, asserivo che la Massoneria è una associazione.
Mi sono immediatamente reso conto che quella che a me sembrava un'osservazione ovvia, addirittura banale, avrebbe potuto, come poi è accaduto, provocare reazioni di stupore. Cosa era accaduto?

La risposta è molto semplice. Era l'ennesima conferma che il problema principale della Massoneria moderna, continua ad essere la sua interpretazione e, conseguentemente, la sua collocazione all'interno del tessuto sociale.

Definire la Massoneria semplicemente un'Associazione, è percepito come una sorta di deminutio; del suo potere, del suo fascino, del suo contenuto iniziatico-esoterico.

Ma quella definizione che può sembrare quasi una sorta di provocazione, fu da me deliberatamente preferita ad altre, in virtù del contesto storico-sociale in cui si colloca ed opera la Libera Muratoria.

La mia conclusione, quasi un anno fa, fu che la Massoneria, oggi, per essere meglio compresa dovrebbe appunto iniziare ad avvicinarsi al mondo profano in maniera semplice, serena e comprensibile, e nel contempo far percepire agli stessi massoni che far parte della Libera Muratoria significa principalmente vivere una esperienza associativa.

Quanto sia importante, in questo particolare momento storico, vivere esperienze associative, è confermata dall'ultimo rapporto CENSIS, che evidenzia la forte crescita della richiesta di associazionismo laico. In questo Rapporto la domanda rivolta dai Ricercatori del CENSIS agli intervistati è: a chi fanno riferimento gli italiani?

In cima alla lista delle risposte troviamo un 28% che non fa riferimento a nessuno; al secondo, un 21% che fa riferimento alle associazioni; le preferenze per la Chiesa si attestano al 16% e per ultimi chiudono i Partiti Politici.>

Sempre secondo il CENSIS, gli adolescenti metterebbero al primo posto delle loro paure la sofferenza interiore e la solitudine.

Se dal punto di vista dell'analisi dei dati possiamo osservare con soddisfazione che, in un contesto storico-sociale come quello che stiamo vivendo, la Massoneria può esercitare proprio in virtù dei valori etico-morali propugnati e della capacità aggregativa, tipica delle Associazioni, un ruolo insostituibile; dall'altra siamo delusi e sconcertati dal fatto che ancora una volta studiosi di fenomeni sociali molto attenti solitamente, come quelli del CENSIS, non abbiano incluso in questo Rapporto, tra i fenomeni associativi, anche quello massonico.

Questo ci riporta al problema in principio enucleato: il modo in cui il fenomeno Massoneria sia percepito in Italia, in altre parole l'interpretazione e la conoscenza della Massoneria nel nostro paese.

Ritengo sia molto grave, da parte di studiosi seri e preparati, ignorare realtà sociali come la Massoneria che vantano milioni di iscritti nel mondo. E ancora più grave è omologarci ai diversi fenomeni o sincretismi religiosi o, peggio ancora, settari.

La Massoneria, lo ripetiamo, è soprattutto un codice di comportamento etico-morale, che insegna all'uomo che ne fa parte a collocarsi armoniosamente nella società in cui vive, nel rispetto delle Leggi dello Stato e di tutte le altre espressioni religiose diverse dalla sua.

Quello che caratterizza in negativo la situazione italiana è che, al contrario dei paesi anglosassoni, il concetto di associazionismo fatica da sempre ad essere accettato ed assimilato. Soffermiamoci sulle motivazioni.

Presupposto essenziale della Società Aperta e che le nostre vite si svolgano appunto in Associazioni situate al di fuori dallo Stato (le cosiddette Associazioni Intermedie).

Infatti, una importante differenza fra il modello dello Stato Totalitario e la Società Aperta, risiede nel fatto che, nel primo, tutto è Stato, mentre, la Società Aperta offre la pluralità di associazioni autonome, non tutte dirette ad uno stesso obiettivo, ma conviventi nel pluralismo della democrazia.

In Italia, ed è questa l'anomalia, nel secondo dopoguerra, quando l'associazionismo riprese il suo corso, questo nuovo sviluppo è avvenuto sotto la tutela dei partiti, con la conseguenza che le associazioni sono divenute spesso "cinghie di trasmissione" dei partiti più che autonome creazioni di una società civile moderna e dinamica.

Vi sono, inoltre, ragioni storico-politiche che hanno determinato una certa diffidenza del potere politico verso la formazione di gruppi intermedi tra Stato e cittadini.

Ciò ha comportato interventi restrittivi da parte del legislatore, nel tentativo di regolamentare, istituzionalizzare e di fatto controllare il fenomeno associativo.(1)

In una Società Aperta qual è, o quale dovrebbe essere, lo sbocco naturale di questo codice di comportamento etico-morale che è alla base del pensiero e dell'esperienza massonica?

Quali sono gli ambiti nei quali l'uomo massone può intervenire senza violare quei Landmark che la nostra secolare tradizione ci indica, e che sono la nostra peculiarità nei confronti delle altre esperienze associative?

Per i principi propugnati, la Libera Muratoria potrebbe autorevolmente rivestire il ruolo di "Osservatorio etico-morale" nella Società Civile.

In un mio saggio intitolato "Massoneria Terzo Pilastro della Società Civile"(2) in risposta a chi riteneva la Massoneria ormai obsoleta ed inadatta al nostro contesto storico scrissi che una Associazione come la Massoneria è, al contrario, indispensabile proprio in una società post-moderna dove la continua crisi di valori, ma direi piuttosto l'assenza di valori ed un relativismo imperante, rende necessario un codice di comportamento che metta l'etica e la morale al primo posto.

Quando una società attraversa radicali crisi di identità, forme associative come quella massonica possono costituire un valido approdo per tutti gli uomini liberi che non trovano soddisfazione nelle religioni tradizionali o nel laicismo dei partiti politici.

Partendo innanzitutto dal concetto di Rispetto nei confronti dell'individuo e della sua dignità sarebbe opportuno verificare quante volte tale valore viene sistematicamente dimenticato e, addirittura, calpestato.

Da dove vogliamo cominciare?

Forse dal totale e completo annichilimento della persona che nel momento in cui entra in una corsia di ospedale, diventando "paziente", viene trattato senza alcun rispetto della propria personalità, del proprio vissuto, perché negli ospedali "siamo tutti uguali"?

E’ normale che si stia ore in corsia, zitti, senza fiatare, perché c'è chi sta peggio…?

O vogliamo parlare dei programmi che le varie emittenti pubbliche e private propinano agli adulti e soprattutto ai bambini.

Questi ultimi vengono sottoposti, senza alcun controllo o criterio, a dosi massicce di violenza e pubblicità, che li trasforma nella mente e nel fisico!

Ecco, il massone deve essere portatore, nella Società Civile
In cui è collocato, dei propri valori e principi che si radicano in una tradizione secolare e che trovano il proprio fondamento nel concetto di "Dignità dell'Uomo" e della sua storia, dignità che deve essere inizio e fine ultimo di qualsiasi operare.

Essere sentinelle a tutela di questi valori, vuol dire che ciascuno di noi è chiamato, quale uomo e ancor più quale massone, ad operare nel quotidiano sempre e soltanto a servizio ed in funzione dell'essere umano, del suo benessere, della sua crescita culturale, morale e spirituale; vuol dire dover svolgere attività di denuncia e non assistere passivamente a storture ed ingiustizie; vuol dire sentire il dovere di sensibilizzare le coscienze su temi come appunto la donazione degli organi; vuol dire non omologarsi e mantenere sempre la capacità di sapersi indignare. Porre cioè se stessi, come uomini perennemente alla ricerca di una superiore armonia, come massoni, al servizio di una società che vogliamo e dobbiamo improntare a più alti ideali.

NOTE:

(1)Fabio Venzi, "Mito, Massoneria,Fascismo", Mirandoliana, 2001
(2)Fabio Venzi, "Massoneria Terzo Pilastro della Società” in De Hominis Dignitate n°1- 2000.