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Gran Loggia Regolare degli Antichi, Liberi e Accettati Muratori d'Italia
Unica Obbedienza Massonica Italiana  Riconosciuta dalla Gran Loggia Unita d'Inghilterra


 



La Regolarità in Massoneria
  • Una Gran Loggia deve essere stata legalmente costituita da una Gran Loggia debitamente riconosciuta, o da tre o più Logge regolarmente costituite.

  • Condizione essenziale per l'appartenenza alla Libera Muratoria è la credenza in Dio (a cui si riferisce l' appellativo 'Grande Architetto dell'Universo') e nella sua volontà rivelata.

  • La Bibbia ('Libro della Legge Sacra') deve essere sempre aperta nelle Logge, con sovrapposti squadra e compasso: ogni candidato assume i suoi impegni su questa (o su altro Libro Sacro aggiuntivo contenente la Rivelazione dall'Alto vincolante per la sua coscienza).

  • Il Libro della Legge Sacra è la prima Grande Luce della Libera Muratoria.

  • L'appartenenza è esclusivamente maschile; non è ammesso alcun rapporto muratorio con logge miste o corpi sedicenti massonici che ammettono donne all'interno delle loro organizzazioni.

  • La Gran Loggia deve avere autorità giurisdizionale muratoria sovrana sulle sue Logge e non può riconoscerne o ammetterne nessun'altra, comunque denominata.

  • All'interno della Loggia, e al suo esterno in qualità di Libero Muratore, è severamente proibita ogni discussione che tratti argomenti politici o religiosi di qualunque natura essi siano.

  • I principi degli Antichi Landmarks, costumi e usi dell'Arte devono essere accettati e praticati spontaneamente e nella loro interezza, rigorosamente e coerentemente. E' esclusa ogni discussione riguardo nuove o diverse interpretazioni.

Disegno per una Libera Muratoria regolare

Allocuzione tenuta alla Gran Loggia del 3 luglio 2004
dal Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia
Ill.mo e Ven.mo Fr. Fabio Venzi


La Libera Muratoria necessita, oggi più che mai, di essere compresa nella sua reale dimensione sociale e portata storica, nonché nel suo pensiero e nei suoi valori, affinché si possa collocare come soggetto attivo all'interno di una società post-moderna come la nostra, con tutto il peso della sua secolare tradizione.
Il disegno che la Libera Muratoria dovrebbe pertanto perseguire è quello di promuovere innanzitutto una visione organica ed unitaria di se stessa, attraverso lo studio della sua storia e del suo pensiero, evitando fraintendimenti sulle sue origini, e ancor peggio sui suoi fini.

Solo in tal modo la Libera Muratoria potrà riappropriarsi della propria reale identità ed aspirare a collocarsi proficuamente nella società. Il Libero Muratore è pertanto fortemente chiamato allo studio, alla riflessione, allo sforzo di comprensione, alla conoscenza, lungo un percorso impegnativo dal quale non può esimersi e dal quale l'Istituzione non può prescindere se non vuole essere spazzata dal forte vento della modernità, che tutto semplifica e svilisce. La Libera Muratoria non può pensare di andare incontro alle masse rendendosi a queste "facilmente" comprensibile e dunque adottando lo stesso semplicistico linguaggio. Pensare di rendere moderna ed attuale la Libera Muratoria indossando ad esempio i blue jeans e riponendo in cantina il "tetro" vestito scuro, come qualcuno in Italia ha proposto, o pensare di renderla conoscibile al vasto pubblico spiegando "succintamente", in qualche manciata di secondi o poche righe, cos'è la Libera Muratoria e cosa significa essere Liberi Muratori, è inutile e controproducente, oltre che avvilente.

Se poi a ciò si aggiunge, con palese contraddizione, che ancora oggi un Libero Muratore alla ricerca di una preconfezionata identità può proclamarsi mazziniano e sposare tesi socio-politiche vecchie quasi 200 anni, si manifesta in tutta la sua urgenza l'esigenza di uno sforzo di analisi, studio e comprensione molto più profondo ed articolato di quanto sin qui tentato.
Mi sono di conseguenza persuaso che la prima fase di studio, nell'ambito di un progetto per una Libera Muratoria "moderna", che non significa anti-tradizionale, debba essere necessariamente di tipo "sociologico", al fine di valutare come la Libera Muratoria possa inserirsi e collocarsi nel tessuto sociale e non essere da questo rigettata, come spesso è accaduto. 

La mia idea è quella di rappresentare la Libera Muratoria inizialmente come uno dei tanti fenomeni "associativi" che è possibile riscontrare nella nostra società. La Libera Muratoria infatti è a tutti gli effetti un'associazione, con tutte le sue peculiarità "iniziatiche ed esoteriche", ma pur sempre un'associazione. 
Questo primo passo, a mio parere, ci consentirebbe di uscire dal ghetto in cui per decenni siamo stati confinati, quello delle "Sette", spesso a causa della disinformazione e dell' ignoranza crassa di giornalisti e sedicenti studiosi dell'argomento. Tutto questo è stato per anni accettato con arrendevolezza ed acquiescenza dagli stessi massoni, colpevolmente muti davanti ad un'opinione pubblica che è arrivata a considerarci una sorta di "bugliolo" nel quale gettare di tutto.

Il risultato di questo approccio, pur nella sua evidente semplicità, è andato oltre le mie più rosee aspettative. Infatti, non solo la Libera Muratoria è stata inserita nell'importante "Rapporto Italia 2004" dell'Istituto Studi Eurispes, che fotografa lo stato socio-economico e politico del Paese, ma la sezione in cui è stata inserita, quella sulla "Rappresentanza", ha un titolo decisamente dignitoso: "Il fascino discreto della Massoneria".
Ma è soprattutto il contenuto della ricerca dell'Eurispes che ci interessa particolarmente. Le due realtà massoniche rappresentate nella ricerca sono soltanto la Gran Loggia Regolare d'Italia ed il Grande Oriente d'Italia, il che fornisce già un valido aiuto a chi volesse orientarsi in questa realtà che purtroppo, sul territorio italiano, annovera quasi un centinaio di sedicenti Gran Logge, e di conseguenza, sedicenti Gran Maestri. 
La Gran Loggia Regolare d'Italia, come è noto, è l'unica obbedienza massonica italiana riconosciuta dalla Gran Loggia Unita d'Inghilterra mentre il Grande Oriente d'Italia, a cui tale riconoscimento, conferito nel 1972, è stato successivamente ritirato nel 1993, rappresenta la più numerosa. Il contenuto della ricerca dell'Eurispes è interessante anche in virtù del fatto che esso conferma le differenze tra le due Grandi Logge: Gran Loggia Regolare d'Italia e Grande Oriente d'Italia. Infatti, al termine della sezione dedicata al GOI, è testualmente riportato: "… Dunque si può affermare che il GOI - nella misura in cui si esprime apertis verbis su aspetti della vita pubblica e sociale del paese, fa politica e tende a caratterizzarsi come un partito di opinione " . Al contrario, la sezione dedicata alla Gran Loggia Regolare d'Italia, si apre con il titolo: "La GLRI, la massoneria politicamente corretta". Da ciò si desume chiaramente che la GLRI è considerata e di fatto è, l'unica Obbedienza liberomuratoria sul territorio a seguire la tradizione anglosassone e le sue regole, e dunque ad essere REGOLARE. 
E' risaputo, infatti, che condicio sine qua non per annoverarsi tra le Massonerie "regolari" è quella di non occuparsi di "politica" e di religione, e ancor di più di non entrare in conflitto con le realtà religiose sul territorio, elementi che sono stati puntualmente rilevati dagli attenti e competenti ricercatori dell'Eurispes.

Dopo questa prima fase, di approccio "Sociologico", la seconda fase di studio riguarda il connotato "Filosofico" della Libera Muratoria, in relazione anche ai contesti all'interno dei quali le singole realtà massoniche sono operanti. La mia personale visione è stata già ufficialmente presentata in pubblico alla Cornerstone Society, una delle più importanti associazioni storico-filosofiche vicine alla Gran Loggia Unita d'Inghiltera, che mi ha permesso in due consecutive conferenze, a Sheffield lo scorso anno ed a Londra, alla Freemason's Hall, poche settimane or sono, di presentare, ad una platea competente e interessata la mia teoria. 
Da questo studio si evince che il Neoplatonismo fiorentino, ed il suo proseguimento anglosassone, costituito dai Neoplatonici di Cambridge, rappresentano una dottrina filosofica nella quale il pensiero liberomuratorio trova rilevanti corrispondenze e che, soprattutto, non contrasta con le varie espressioni religiose, in particolare con quella Cristiana, consentendo in tal modo di superare e comporre le secolari dispute tra Chiesa Cattolica e Massoneria. Proprio su questo piano, ciò che bisogna evitare è l'accomunare semplicisticamente pensatori come Pico della Mirandola o Marsilio Ficino ad altri pensatori, come ad esempio Giordano Bruno. L'antitesi è verificabile soprattutto riguardo la dottrina dell'Eros, nucleo del pensiero Neoplatonico. La teoria platonica dell'amore, che l'Accademia di Firenze aveva cercato di fondere con il Cristianesimo, sarà infatti stravolta da Giordano Bruno, che vede nell'Eros la prova della forza titanica dell'uomo. E' l'Eros che fornisce l'uomo di quell' "eroico furore", che gli permette di avere una visione dell'Universo infinito e di rompere i lacci che lo legano alla religione. Quindi, se Pico della Mirandola e Marsilio Ficino non cercano mai il conflitto con la teologia cristiana, cercando di far coesistere i concetti platonici con la teologia cristiana, in Bruno, al contrario, la dottrina platonica dell'Eros diverrà una vera e propria arma contro la dottrina cristiana. I Neoplatonici italiani, al contrario di Bruno, si pongono come custodi di una tradizione che non vogliono assolutamente abbattere, ma salvare. 
Questo non significa assolutamente che si debba rigettare o abbandonare un pensatore del calibro di Giordano Bruno, ma soltanto che anche le sue teorie vanno riconsiderate alla luce di uno spirito critico che ogni libero muratore dovrebbe sempre avere. Evitiamo di buttare il bambino insieme all'acqua calda. Lo stesso Giordano Bruno, che tanto combatté i dogmatismi di tutti i tipi, non sarebbe felice di sapere che le sue dottrine vengono seguite corrivamente, spesso come fossero il "Verbo" e la sua figura idolatrata da massoni, a volte persino in maniera grottesca e imbarazzante (finto rogo a Piazza Campo dei Fiori nel quattrocentesimo anniversario della sua morte). 

Arriviamo così alla terza ed ultima fase, forse la più delicata, che concerne gli aspetti esoterici del nostro percorso liberomuratorio. E' chiaro che avvicinarsi alla parte esoterica presuppone che il libero muratore abbia portato a compimento tutta una serie di studi preparatori in materia che possano condurre ad un'adeguata comprensione della stessa. A volte si parla di misticismo, ermetismo ed esoterismo, con pochissima cognizione di causa, e questo inevitabilmente provoca confusione e fraintendimenti.

Rincorrere il "Santo Graal" alla stregua di un anacronistico templarismo e cercare improbabili tracce massoniche nei "Rotoli del Mar Morto" non aiuta davvero a far sì che alla Libera Muratoria venga riconosciuta quella credibilità e dignità cui la stessa ha diritto per storia e tradizione.
Il mio auspicio è pertanto che in futuro lo studio della Libera Muratoria, quale fenomeno socio-culturale di rilevante importanza, sia informato a criteri di scientificità e dunque di rigore storico, filosofico ed esegetico. 

Il Gran Maestro
Ill.mo e Ven.mo Fr. Fabio Venzi